L’arte come forma
di resistenza alla solitudine…
…l’arte può creare forme di resistenza alla solitudine sotto diversi aspetti. Prima di tutto perché l’arte qualunque sia la forma di espressione artistica necessita di testimoni.
Non si produce arte per essere soli: bisogna essere visti ascoltati o letti. Da un lato nell’atto della creazione artistica vi è un appello all’altro, e in questo atto si palesa un gesto di resistenza alla solitudine. Da un altro lato vi è, per esempio nelle arti plastiche una volontà di pensare che ciò che appare incomprensibile nella società attuale può essere oggetto di rappresentazione e pensiero. Il grande pubblico può avere l’impressione che l’arte contemporanea si esprima con un linguaggio difficile. Gli artisti resistono all’evidenza delle immagini. Poiché viviamo in un mondo in cui tutto viene messo in “immagine” l’artista vuole suggerire che “il mondo non è evidente e semplice come quest’immagine”. Egli riflette sulla vita degli uomini, su un oggetto, provoca o cerca di provocare curiosità, dicendoci che non è tutto così evidente. Tuttavia il potere delle immagini è così forte che spesso è difficile intendere il messaggio dell’arte. Anche perché il mercato recupera l’arte rendendolo moda, costume. L’arte è una forma di resistenza sempre in movimento.
* Brano tratto dall’intervista di Paola Bizzarri a Marc Augé “La solitudine dell’uomo globale”