Ascolto è Prevenzione
AdolEssenze
Laboratorio espressivo - CAG Centro Aggregazione Giovanile

RESOCONTO

Marzo-Maggio 2002

Mira alla LUNA
anche se la manchi
finirai in mezzo
alle STELLE

 NON VI E’ DOVERE NELL’ARTE PERCHE’ L’ARTE E’ LIBERA...


Viviamo proiettati verso l’esterno alla ricerca frenetica di qualcosa che ci dia piacere, equilibrio e serenità, senza riflettere che quello che cerchiamo è proprio dentro di noi. Le artiterapie partendo dal principio psicoanalitico secondo cui l’espressione creativa è l’espressione del sentimento interiore dell’uomo, mettono l’individuo nelle condizioni di entrare in contatto con la propria reaLtà interna per conoscerla, accettarla e capirla. Per fare questo non è necessaria nessuna preparazione artistica, tantomeno il talento. Per condividere noi stessi con qualcuno, dobbiamo ‘comunicare’. Spesso scambiamo solo delle informazioni, diciamo le cose “…fino ad un certo punto…” e carichiamo le parole di un peso eccessivo. Siamo convinti che solo attraverso il linguaggio verbale possiamo ‘dire e spiegare’. Ma allora perché succede sempre più spesso che non vi sia coincidenza tra le intenzioni e i risultati di ciò che volevamo comunicare’? Forse sopravvalutiamo la forza delle parole e sottovalutiamo il linguaggio del corpo, degli occhi e delle immagini che diamo di noi stessi. Le artiterapie lavorano al recupero di quella comunicazione non verbale che permette all’individuo una più libera espressione di sé e una più vera relazione con gli altri. Consideriamo poi che l’80% di ciò che comunichiamo passa proprio attraverso quei canali non verbali fatti di sguardi, gesti, movimenti, di toni della voce. L’attività che si intraprende frequentando un laboratorio espressivo non si pratica da soli, è necessario il lavoro in un gruppo. Il laboratorio diventa il luogo di scambio e di relazione. Un luogo dove poter migliorare la comunicazione fra sé e gli altri. Migliorare l’espressione della propria personalità. È inoltre un’attività che muove l’energia, è liberatoria, di scarico, catartica. Un mezzo per affrontare i conflitti emotivi. Le produzioni artistiche le esperienze di movimento corporeo  e le eventuali associazioni che vengono agevolate stimolante e arrivano spontanee come mere intuizioni possono essere utilizzate per aiutare l‘individuo alla ricerca di modalità relazionali più compatibili tra il suo mondo e il mondo esterno.
( Isabella Piombo – ASPIC Roma)

Chi sono io? Cosa sono io? Un bambino? Un ragazzo? Un uomo?……

“Non inducete i ragazzi ad apprendere con la violenza e la severità
ma giudicateli invece per mezzo di ciò che li diverte
affinché possano meglio scoprire l’inclinazione del loro animo”
  (Platone)

Il percorso attraverso 8 incontri Laboratoriali ha avuto come obiettivo quello di creare uno spazio di:

  1. relazione
  2. sostegno
  3. ascolto (delle difficoltà dello sviluppo; del disagio esistenziale; delle sofferenze)
  4. benessere fisico/mentale e sociale;
  5. valorizzazione delle diversità – appartenenza al gruppo;
  6. riscoperta del piacere del gioco e del benessere ad esso connesso

    Tecniche utilizzate: movimento creativo, musica, scrittura creativa, disegno, fantasie guidate
    Regole e modalità di conduzione: accettazione empatica, accoglienza, atteggiamento di fiducia, ascolto, non giudizio, accettazione incondizionata dell’altro, rispetto delle capacità e delle diversità, rispetto dei tempi personali, attenzione alla persona
    Struttura di ogni incontro:  fase iniziale> espositiva ed espressiva; fase intermedia> lavoro/espereinza (fase del processo/cambiamento); fase conclusiva> discussione, rielaborazione/integrazione
    Principale strumento di lavoro: COMUNICAZIONE /RELAZIONE

 Che cos’è un Laboratorio Espressivo?

  1. Un luogo protetto dove è possibile esprimere i nostri sentimenti e vissuti
  2. Uno spazio che agevola l’utilizzo della creatività in cui attraverso l’autostima e il sostegno la persona può sperimentare una vasta gamma di sentimenti
  3. Un ambiente sicuro dove è possibile sperimentare, scrutare sentire
  4. Un intervento di sostegno e/o riabilitazione che usa materiali e tecniche delle Arti figurative, teatrali, ecc.  per esplorare contenuti inconsci e stati d'animo o semplicemente per favorire la comunicazione  sia verbale che non, dando molta importanza al processo creativo più che al prodotto artistico.
    Il Laboratorio Espressivo ha una funzione:

    catartica (liberatoria); di condivisione; di sviluppo dell’energia creativa; di comunicazione; di cambiamento.

Perché un lavoro di Gruppo?

  1. Il Gruppo =  esperienza di arricchimento
  2. Il Gruppo = spazio sicuro per la creatività e il sostegno
  3. Un processo Gruppale guidato permette di integrare sinergicamente aspetti personali, relazionali. Il Gruppo è supporto e contenimento, attraverso di esso e con esso è possibile l’elaborazione e l’integrazione dei vissuti. È un percorso tra me stesso e il mondo, una relazione, un incontro, sintesi delle nostre relazioni personali (familiari ecc….) in esso sono presenti maschile e femminile. Il rispecchiamento con l’altro dà significato al nostro modo di essere al mondo, alla nostra personalità

Quando COMINCI un QUADRO
ESSO è QUALCOSA al di FUORI di TE
ma alla FINE hai L’IMPRESSIONE di ENTRARCI DENTRO

 

Il Laboratorio è stato organizzato in IV distinti momenti

I e II incontro>Avvio e riscaldamento
III e IV incontro >Esperienza individuale e/o di gruppo
V e IV incontro >Discussione (feedback)
VII e VIII incontro > Conclusione. Rielaborazione, Scioglimento del gruppo

Come rituale finale di commiato si è letta, ad ogni incontro una Fantasia Guidata ogni volta dedicata ad un tema prevalente. Esperienza molto gradita e ben attesa dai ragazzi

Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la nostra paura di sbagliare
I° e II° incontro
Obiettivi: creare un clima di accoglienza e di conoscenza reciproca attraverso l’uso di tecniche semplici non traumatiche; consentire l’aumento della confidenza e il riscaldamento del gruppo
III° e IV° Incontro
Obiettivi: facilitare l’aumento del clima di sicurezza percepita dal gruppo; consentire il crearsi di una relazione con gli altri che potesse sciogliere timori e titubanze; aumentare la possibilità di rischiare e di mettersi in gioco

V° e VI° Incontro

Obiettivi: contatto pieno e messa in gioco del materiale  personale più profondo: agevolare la comunicazione circa aspetti più personali per far emergere elementi caratterizzanti la personalità  dei ragazzi
VII° ed VIII° Incontro
Obiettivi: distacco dal gruppo, chiusura, proiezione di aspettative, desideri e  propositi verso il futuro

 

Riflessioni …

Lo spazio fisico (il setting)  dove avveniva l’incontro, è stato preparato di volta in volta, si è rivelato piccolo rispetto a quanto l’esperienza corporea richiedeva. Questo ha causato un po’ la revisione del programma circa il movimento creativo (l’ambiente riflette alcuni valori dell’approccio, ed è bene che sia costruito con cura poiché la sistemazione delle cose, i colori ecc. influenza la persona).
Alla fine di ogni esperienza è seguito sempre un feedback (comunicazione di risposta).
I ragazzi hanno prima lavorato e poi raccontato quanto vissuto e sentito durante le fasi del lavoro. Dopo aver lavorato, il gruppo è stato pertanto invitato in cerchio, ad esprimersi a turno, anche con una sola parola, riassumendo e rielaborando quanto avvenuto.

Abbi fiducia in te
le tue percezioni sono spesso
più accurate di quanto non sia disposto a credere

Spesso i ragazzi hanno parlato di cose al di fuori di loro, grandi argomenti legati all’attualità, generalizzazioni circa determinati aspetti della vita. All’inizio hanno parlato di pace, amore, come fossero slogan, soprattutto nei primi incontri. A volte  si sono impegnati nella realizzazione di una ‘consegna’ quasi a voler fare bene il compito e attenersi alle nostre attese…attese che in un laboratorio come questo non ci sono mai. Il Laboratorio non si e prefisso di mostrare opere d’arte e valutarle ma semplicemente di mostrare l’opera d’arte che ognuno è > nel proprio essere e nel proprio agire.
I ragazzi sono stati presenti a fasi alterne. Non sempre è stato possibile lavorare con lo stesso Gruppo.
Spesso per scaricarsi da tensioni, timidezze o eccessi di energia, hanno scherzato tra loro,  schernendosi, ma quando si sono affrontati argomenti più personali, hanno mantenuto un sereno rispetto e un attento ascolto nei confronti del compagno che cercava di comunicare uno stato d’animo, una tristezza, una gioia, un suo vissuto personale.…
Spesso a disagio,  non si sono però tirati mai indietro: tutte le proposte di lavoro sono state accolte. 
Il commento dei lavori è stato fatto in cerchio, seduti a terra si è cercato di capire cosa quel lavoro piuttosto che un altro evocava nei partecipanti e perché.
Verso la fine del Laboratorio man mano che ci si è conosciuti e il clima è divenuto più fiducioso e rassicurante i ragazzi sono sembrati più propensi ad esprimersi, meno inibiti.
Obiettivo principale degli 8 incontri è stato quello di proporre, seppur per poco tempo, uno spazio alternativo, dove trovare altri canali per comunicare e qualcuno attento all’ascolto, pronto ad accogliere paure e rabbie, a proporre e ad agevolare l’esplorazione.
Uno spazio protetto e senza giudizio, dove poter liberamente dar sfogo alla propria creatività, la forza creatrice.

Per non concludere…

Desidera credi chiedi ricevi

Essere interessati a  loro, chiedere cos’è? Cosa stai facendo? Cos’è per te questo?  È il punto di partenza. Sentire che qualcuno è interessato a ciò che fai e che senti, chi non lo vorrebbe!
I ragazzi fanno fatica solitamente a tirare fuori le proprie emozioni.
Difficile assumersi la responsabilità e dire “io sono” , “io voglio” e non “tu sei…”, “tu mi fai” (delegando all’altro la propria esistenza).
L’immagine chiara che ne emerge è il timore di farsi vedere come realmente si è: “…ma tu cosa pensi di me? Che idea ti sei fatta dopo che vi abbiamo raccontato queste cose di noi? E gli altri avranno capito come sono, cosa volevo dire?”  chiede uno di loro alla fine dell’ultimo incontro. Bisogno di essere compresi di essere accolti.Timore di sbagliare di deludere e di non sentirsi ascoltati.

Per avere una guida è sufficiente chiedere e poi mettersi in ascolto
Umberto Galimberti scrive: “questo è il nostro tempo, il tempo che registra il fallimento della COMUNICAZIONE EMOTIVA e quindi la formazione del cuore come organo che prima di ragionare ci fa sentire che cosa è giusto e che cosa non è giusto. Chi sono io e che ci faccio al mondo. Non c’è crisi di valori ma crisi di persone, le persone non si incontrano non parlano fra loro non si ascoltano. Le risposte ai nostri ragazzi sono assenti, anonime generalizzate spesso disattente o superficiali. Preconfezionate commerciali tutte uguali”…
Non giudichiamoli, non rimaniamo ancorati a quel solito motivo (che spesso ci siamo sentiti ripetere anche noi - qualche tempo fa): “certo che la gioventù ai nostri tempi…”
Questo è il loro tempo, proviamo ad entrarci in punta di piedi, senza alcun  pregiudizio.
Non chiamiamola “adolescenza” come un gran calderone unico che tutti li racchiude, chiamiamoli per nome, uno ad uno, come meritano , ognuno con la propria inviolabile individualità:. Grazie Alessio, Andrea, Benedetta, Cristian,  Ruggero, Michele, Lorenzo, Luca, Sabrina, Sebastiano, Simone…

Così hanno deciso di definirsi durante una fase del laboratorio…

  1. IO SONO UNA CHE NON TEME IL VUOTO MA LO COLORA…IO SONO…
  2. IO SONO UNO CHE VUOLE ESSERE VISTO ( ILLUMINATO) NEL BUIO PIU’ NERO
  3. IO SONO UNO CHE COME UN ARCOBALENO VIENE RIFLESSO NELLA POZZANGHERA POI IN UN LAGHETTO
  4. AVERE UN FIGLIO COME ME … SAREBBE BELLO CONOSERLO…
  5. CAMMINO PER INCONTRARE NUOVE PERSONE E PER CRESCERE…SPERO DI NON SMETTERE
  6. VORREI CHE TUTTE LE COSE BRUTTE DEL MONDO FOSSERO RACCOLTE IN UN PALLONCINO…E POI BUCARLE CON UN AGO E FARLE VOLARE VIA LONTANO
  7. MAI SOPITA MAI VAGA, MAI NON…MAI INDEFINITO, MAI SILLABARE MAI FALSA..MAI PRECISA…MA…SEMPRE

    Fai del recupero di te stessola priorità assoluta della tua vita

Dedicato ai ragazzi del Laboratorio del CAG di Torre San Patrizio
Un grazie particolare a Laura Cognigni e Fabrizio Ciccola
senza i quali  questa piccola esperienza non avrebbe avuto luogo

 

NB: Il LABORATORIO NON E’ INTERESSATO AL PRODOTTO FINALE IN SE’ O ALLA VALUTAZIONE ARTISTICA ED ESTETICA DEI LAVORI, BENSI’ AL SIGNIFICATO DELL’ESPERIENZA PER OGNI SINGOLO RAGAZZO.

“Le immagini prodotte in gruppo non sono mai casuali ma traduzioni simboliche del proprio essere in gruppo, del ruolo che vi si occupa, della dinamica percepita” (Taverna 1987)

Il mondo della realtà ha i suoi limiti
il mondo dell’immaginazione è sconfinato

 

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Allora perché domande?
Perché demandare ad un destino,
l'incontro del nostro andare
e dove?
Dove nessuno va
o dove tutto ha inizio?
Mare che spazza
come rumore di vento
Mare che impazza
su scogli di visi induriti
dai sogni mai osati
Segni di predestinati cammini
predestinato essere e agire
predestinate sponde.
lidi dai mai salutati arrivi
dalle mai partenze avvenute

Segni, incavi
rughe di sedimentato
non amore
Sementi
prive di mani che le spargano
Prive di fertile terra
Fiori non nati
eppure fiori



STRUTTURA TECNICA
DEL PERCORSO E FASI

Prima fase (I° e II° incontro)
OBIETTIVO: creare un clima di accoglienza, di conoscenza reciproca le tecniche saranno semplici non traumatiche per consentire l’aumento della confidenza e il riscaldamento del gruppo

Primo Incontro

  1. CARTELLONE MANI per lasciare una impronta emotiva (solo per l’inizio Laboratorio e per chiudere l’incontro)
  2. BRAIN STORMING (tempesta di idee) su ciò che faremo…Associate liberamente una parola a LABORATORIO ESPRESSIVO
  3. MOVIMENTO CREATIVO …
  4. BIGLIETTO DA VISITA (ovvero IO MI SENTO E VEDO COSI’)
  5. FANTASIA GUIDATA

Tra una esperienza e l’altra c’è la verbalizzazione (FEEDBACK) in cerchio su quanto vissuto, sentito o quant’altro

Secondo Incontro

  1. MOVIMENTO…
  2. LA MIA FIRMA (Immagine del Sé amplificata attraverso il disegno e la danza)
  3. FANTASIA GUIDATA
  4. PUNTI DI …VISTA (unisci i punti della fantasia e forma un segno).

Seconda fase (III° e IV° Incontro)
OBIETTIVO: facilitare l’aumento del clima di sicurezza percepita dai dal gruppo, per consentire il crearsi di una relazione con gli altri che consenta di aprirsi un po’ di più. Ci sarà probabilmente ancora timore e titubanza ma si insinuerà (almeno questo è l’intento) man mano la possibilità  di rischiare di mettersi in gioco

Terzo Incontro:

  1. MOVIMENTO (danzare i contorni dei corpi del gruppo)
  2. LA FORMA DEL Sé o Immagine corporea (come mi vedo, come vorrei essere, cosa c’è che va, cosa no, come vedo gli altri)
Quarto Incontro:
  1. LINGUAGGIO VISIVO DELLE EMOZIONI (Contatto con il proprio sentire con le emozioni del corpo. Scarabocchi delle emozioni. Scelta di una emozione. Per far parlare l’intuizione…Per vedere il linguaggio analogico delle immagini per parlare delle emozioni della nostra vita: RABBIA TRISTEZZA PAURA GIOIA…Per illustrare il pensiero verbale)
  2. RILASSAMENTO E SCARICO
  3. L’EMOZIONE DEL GRUPPO (su un grande foglio miscelare le emozioni che ognuno ha scelte consegnarle agli altri e prendersi quelle degli altri)
  4. FANTASIA GUIDATA

Terza fase (V° e VI° Incontro)
OBIETTIVO:
contatto pieno e messa in gioco del materiale  personale più profondo: si cercherà di arrivare a far parlare i ragazzi di aspetti più personali della loro esperienza e della loro vita  e di far emergere elementi caratterizzanti la personalità di ognuno per consentire una maggiore consapevolezza ed un più intimo contatto con se stessi

Quinto Incontro:

  1. SPECCHI RIFLESSI e RIFLESSIONI (le nostre mani diventano specchi di noi stessi dei nostri piccoli difetti delle tristezze o paure accolte con tenerezza ma allo stesso tempo riflettono e rimandano le nostre parti più belle, più nascoste il nostro intimo più prezioso (la mano six specchio dei piccoli difetti la dex delle qualità che ci riconosciamo) alla fine della danza si incontrano insieme perché solo unite formano la nostra interezza ci completano

Sesto Incontro:

  1. INTROIEZIONI TOSSICHE E SÉ POSITIVO (ovvero IO SONO COSI’) (Le parole che ci hanno condizionato e ancora sentiamo o ci ripetiamo le in affermazioni positive)
  2. LA PAROLA SCRITTA (Poesie rielaborate creano altre poesie, parole in libertà per aumentare la creatività, vignette raccontate)

Qquarta ed ultima fase (VII° ed VIII° Incontro)
OBIETTIVO: distacco dal gruppo e proiezione di aspettative desideri e  propositi verso il futuro

Settimo Incontro:

  1. IL GIOCO FONTE DI ETERNA GIOVINEZZA E DI BEN ESSERE Ad occhi chiusi mi faccio condurre, Il battito del cuore di ognuno e del gruppo ritmo tribale e vitale, ci facciamo rotolare come tronchi,, comunichiamo sui fogli senza parlare e poi ci diciamo cosa avremmo voluto dire e cosa abbiamo capito l’altro volesse comunicarci, arte libera sinestesica (musica che muove un segno e segno che prende vita e di quella musica è traccia visiva)

Ottavo Incontro:

  1. FIABA con le carte di Propp sull’esperienza (o racconto con oggetti che i ragazzi si portano da casa e che disponiamo al centro)
  2. IL FUTURO NELLE MIE MANI (ovvero IO  VOGLIO ESSERE COSI)
  3. DANZE